DSC_0411 DSC_0681 IMG_1204 IMG_1205 IMG_2437 equipe_pof_dalla_paola img-10 img-8 img-9 medico_chirurgos sintomi-diabete-di-tipo-2

AREE DI INTERVENTO

Screening e diagnosi delle complicanze micro e macrovascolari del Diabete mellito;

Screening e diagnosi delle complicanze agli arti inferiori del diabete;

Studio e correzione ortesica delle alterazioni biomeccaniche del piede diabetico;

Trattamento conservativo delle lesioni ulcerative diabetiche non complicate degli arti inferiori e del piede;

Chirurgia conservativa delle lesioni ulcerative e della osteomielite nel piede diabetico;

Chirurgia d’urgenza per il salvataggio d’arto (LIMB SALVAGE);

Chirurgia profilattica e preventiva della neuroartropatia di Charcot;

Chirurgia conservativa della osteomielite nella neuroartropatia di Charcot.

Attività ambulatoriale

L'equipe multidisciplinare coordinata dal Professore Luca Dalla Paola svoge una intensa attività ambulatoriale, finalizzata alla prevenzione, terapia e riabilitazione delle complicanze del diabete agli arti inferiori, sia nella fase acuta che cronica.

Le visite ambulatoriali si svolgono su appuntamento presso gli ambulatori di

Le principali attività ambulatoriali consistono nella terapia delle condizioni pre-ulcerative ed ulcerative, nel follow-up dei pazienti sottoposti a rivascolarizzazione e/o trattati chirurgicamente, mentre quelle riabilitative sono fondamentalmente orientate alla prevenzione secondaria delle recidive ulcerative. Si eseguono anche visite specificamente dedicate al piede affeto da neuroartropatia di Charcot.

L'equipe multidisciplinare è composta da:

Chirurghi del piede diabetico

Cardiologi

Diabetologi

Chirurghi  vascolari

Emodinamisti

Podologi

Infermieri  specializzati

Tecnici ortopedici 

AMBULATORIO MULTIDISCIPLINARE

Il piede diabetico è una sindrome complessa che può essere affrontata unicamente in un ambiente multidisciplinare. Per questo durante l’ambulatorio sono presenti diverse figure professionali che affrontano i diversi quadri clinici nella loro complessità. 

 

Attività di reparto

Attività Chirurgica

INTERVISTA LUCA DALLA PAOLA

Fabrizio Trecca - "Vivere Meglio" - Sabato 11 giugno 2011; Si parlerà del "Piede diabetico" con il professor Luca Dalla Paola, specialista in Endocrinologia e Diabetologia, Professore all'Harward Medical School a Boston,e Direttore dell'Unità Operativa per il trattamento del piede diabetico al Villa Maria Cecilia Hospital di Cotignola, vicino a Ravenna.

Prof. Dalla Paola Resp. Trattamento del Piede Diabetico - Maria Cecilia Hospital

Paul Brand Memorial Lectureship 2016

At 2016 Desert Foot Multidisciplinary High Risk Foot Seminar, it was honored an international authority on the Diabetic Foot with Paul Brand Memorial Lectureship.

Desert Foot 2016 High Risk Diabetic Foot Conference

Piede diabetico, come si previene e come si cura

Firenze 6-7-8 Marzo 2015 - Conoscere e curare il Cuore. Intervista per PharmaStar - Il Giornale on-line sui Farmaci

Parliamone con Kira: intervista al prof. Luca Dalla Paola

09 Agosto 2010 - Il Prof. Luca Dalla Paola interviene alla trasmissione "Parliamone con Kira" per parlare con Kira Tomasetti del piede diabetico su Free FVG TV.

Il Piede Diabetico

Il piede diabetico deve essere considerate una sindrome in cui si riconoscono due quadri patologici ben distinti: il piede neuropatico ed il piede neuroischemico. Tali quadri riconoscono eventi fisiopatologici ben distinti, nonché differenti percorsi diagnostico-terapeutici e, conseguentemente, differenti risultati clinici. E’ opportune quindi chiarire l’importanza della definizione di alcuni passaggi fisiopatologici, essenziali nella strategia diagnostica e terapeutica orientata a fornire un idoneo trattamento di salvataggio d’arto. Solo attraverso il riconoscimento e la correzione di quei fattori in grado di influenzare negativamente la prognosi (la vasculopatia arteriosa e la sua evoluzione in ischemia critica, l’infezione con perdita di vitalità dei tessuti molli e la sua evoluzione con coinvolgimento delle strutture osse- l’osteomielite), è possible pensare di poter ridurre il numero di amputazioni maggiori, intendendo in tal senso le amputazioni eseguite  sopra o sotto il ginocchio, nella popolazione diabetica.

 

Obiettivo della cura: la riduzione delle amputazioni

Nel 1989 la Dichiarazione di S. Vincent pose tra gli obiettivi del miglioramento della cura del diabete la riduzione del 50% delle amputazioni maggiori nella popolazione diabetica Sebbene in alcuni paesi europei, secondo i dati della letteratura,  tale risultato non sia stato raggiunto, alcune pubblicazioni scientifiche da autori svedesi, danesi, italiani  e inglesi hanno dimostrato una riduzione del numero delle amputazioni maggiori nel corso dell’ultimo quinquennio. Durante gli ultimi 20 anni si è verificato un progressivo miglioramento delle conoscenze fisiopatologiche e dei metodi di trattamento che ha permesso di migliorare la prognosi di tale complicanza della malattia diabetica. L’aumento del numero degli arti salvati nei Reparti Ospedalieri specializzati in tale patologia è legato al più appropriato trattamento della componente infettiva, al trattamento chirurgico routinario, nonché al miglioramento delle tecniche di rivascolarizzazione.

Epidemiologia

Il diabete è una malattia cronica molto seria causata da fattori ereditari ed ambientali. La prevalenza globale per l’anno 1996, secondo cui sarebbero affetti da diabete 120 milioni di individui, sarà più che raddoppiata entro l’anno 2025, fino a raggiungere i 250 milioni di malati e ciò a causa dell’aumento dell’età media, dell’obesità, dello stile di vita sedentario, nonché del cambiamento del regime alimentare. Le persone affette da diabete si sottopongono a visite mediche piú frequenti, subiscono un numero maggiore di ricoveri ed è meno probabile che trovino occupazione rispetto a coetanei non affetti da diabete. Studi di numerose strutture sanitarie di grandi dimensioni hanno rivelato che il 3–4% dei pazienti affetti da diabete fa uso del 12–15% delle risorse di assistenza sanitaria.

Sebbene svariate complicanze come cardiopatie, insufficienza renale e cecità, colpiscano seriamente, anche dal punto di vista economico, gli individui affetti da diabete, le complicanze che interessano il piede fanno pagare il tributo maggiore. Circa il 15% dei soggetti affetti da diabete mellito sperimenta nell’arco della propria vita una lesione ulcerativa a livello del piede.

La lesione ulcerativa deve essere considerata il maggior fattore di rischio per amputazione nella popolazione diabetica. Più del 60% delle amputazioni non traumatiche nel mondo occidentale vengono eseguite nella popolazione diabetica. L’incidenza della amputazione maggiore varia in letteratura tra lo 0.5 ed il 5 per 1000 pazienti. La percentuale di amputazione può però variare a seconda del paese, del gruppo razziale e può essere anche superiore a 20 per 100.000. La mortalità nella popolazione diabetica sottoposta ad amputazione maggiore è significativamente superiore rispetto alla popolazione diabetica che non va incontro ad amputazione.

Il 40–70% di tutte le amputazioni delle estremità inferiori è correlata al diabete mellito. In alcune zone è stata registrata una percentuale pari addirittura al 70–90%. Negli USA vengono eseguite ogni anno più di 50.000 amputazioni associate al diabete. L’85% di tutte le amputazioni delle estremità inferiori legate al diabete è conseguenza di ulcere del piede. I fattori più importanti correlati allo sviluppo di ulcere del piede sono la neuropatia periferica, deformità del piede e microtraumi.

Una combinazione di più fattori rallenta il normale processo di guarigione di un’ulcera e può favorire l’insorgere di un’infezione o di una gangrena, con conseguente lunga degenza ospedaliera ed amputazione. Fattori determinanti predittivi per l’esito delle ulcere del piede diabetico sono le infezioni, l’ischemia, il trattamento delle lesioni, la riduzione del carico, la neuropatia e la comorbilità.

Una strategia che comprenda la prevenzione, l’educazione sanitaria del paziente e della equipe sanitaria, nonchè il trattamento multidisciplinare delle lesioni ulcerative, è in grdo di ridurre il tasso di amputazione maggiore del 49–85%. Il piede diabetico è un problema economico di rilevanti proporzioni, specie nel caso in cui un’amputazione comporti prolungati periodi di ospedalizzazione e di riabilitazione, nonché maggiore necessità di assistenza a domicilio e di servizi sociali.

Che cosa possono fare gli operatori sanitari per alleviare questo onere?

Essere consapevoli dell’entità dei problemi legati al diabete e del peso delle complicanze dovute al diabete. Se osservano variazioni nella distribuzione delle complicanze, questo suggerisce opportunità di intervento per cui interventi di prevenzione dell’amputazione possono essere programmati per quelle comunità con eleveta frequenza di amputazione.

Essere determinati a promuovere infrastrutture atte alla creazione di teams dedicati al trattamento del piede diabetico. Mirare alle popolazioni con rischio più elevato di complicanze porterà ad un utilizzo più efficiente delle risorse disponibili, identificando, per esempio, gli individui con rischio più elevato di sviluppare ulcere del piede e fornendo a questi pazienti calzature e plantari per prevenire l’insorgenza delle ulcere stesse.

Riconoscere che numerose discipline possono contribuire alla cura del diabete e che le cure ottimali comprendono il trattamento delle complicanze già esistenti nonché le cure preventive, che consentono di ritardare l’insorgenza di nuove complicanze. La giusta combinazione di operatori sanitari con approccio multidisciplinare può contenere i costi ed essere efficace.

Applicare ai programmi sul diabete i risultati della ricerca.

Incoraggiare i pazienti e gli operatori sanitari a porsi congiuntamente degli obiettivi terapeutici realistici che individuino il successo in termini di controllo metabolico, complicanze e qualità di vita. Ciò implica educare i pazienti per aiutarli nell’acquisizione di conoscenze sulle procedure per la cura personale e sulle scelte dello stile di vita.

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Contatti

Prof. Luca Dalla Paola

Presso MARIA CECILIA HOSPITAL GVM Care & Research
Il Professore è responsabile Unità Operativa per il trattamento del piede diabetico
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